testo del soggetto

 

La Compagnia dei Papà

 

 

 

 

 

DI PAOLO MASSONE

 

Soggetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agosto 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Personaggi:

Don Diego de la Vega – Zorro

Don Alejandro de la Vega

Bernardo (servitore dei De la Vega)

 

Don Carlos de la Sierra (Alcalde)

Sergente Garcia

Caporale Gonzales

 

Ramon De Gasia (Mariachi n°. 1)

Ramon de Ortega (Mariachi n°. 2)

 

Pepe el cantinero

Juanita

Fernanda

 

Peron Pompon

Paco(un pomponero)

Cico (un pomponero)

 

Ramirez de la Siega (il postiglione)

Manola (maestra manesca)

Il vecchio Miguel el Dindondero

 

 

 

 

 

 

 

Note: Atto unico diviso in tre parti – si svolge tutto nella Cantina di Pepe el cantinero e delle sue due figlie Juanita e Fernanda – previsto un intermezzo cinematografico con riprese effettuate in esterni – parte seconda (assalto al postiglione) – sul palco avvicendamento di personaggi – chiave principale: equivoci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTEFATTO

Siamo nel Messico di metà ottocento, a Monterrey, il nuovo Alcalde, Don Carlos de la Sierra invece di combattere il crimine cerca in tutti i modi di spillare più quattrini possibile da dovunque possano arrivare.

Egli è venuto a conoscenza dell’imminente passaggio del postiglione con un carico di pesos d’oro destinato al pagamento delle paghe degli operai che stanno costruendo la ferrovia che collega Città del Mexico con Los Angeles passando per Saltillo, dove attualmente fervono i lavori, a poche miglia da Monterrey. 

L’Alcalde, progetta di far rapinare il postiglione dai Pomponeros di Peron Pompon, un brigante circondato da peones fannulloni e incapaci, e di dividere con lui il bottino; nel contempo, per impedire che i suoi uomini, il Sergente Garcia e il Caporale Gonzales, scoprano le sue losche intenzioni li tiene impegnati ordinando loro di dare la caccia al famigerato e imprendibile Zorro che da un po’ di tempo gli da parecchio filo da torcere.


 

Capitolo 1

(interno cantina – dal vivo)

All’interno della Cantina di Pepe el cantinero la vita scorre lenta come in ogni altra cantina del Mexico.

Pepe sta riassettando il bancone mentre le due figlie Fernanda e Miranda discutono sul valore degli  uomini dei quali sono innamorate: Miranda è innamorata di Zorro e odia Don Diego de la Vega mentre Fernanda è innamorata di Don Diego de la Vega e odia Zorro.

Pepe non ne può più delle loro interminabili discussioni.

Entrano due Mariachi con le loro chitarre, sono già un po’ brilli.

Miranda e Fernanda li riconoscono subito: sono “Los Hermanos Ramon” (che hanno in comune il nome, non il cognome), il duo canoro più famoso de todo el Mexico.

Pepe chiede loro di cantare a mezzogiorno nel suo locale e i fratelli canterini dopo una breve esitazione accettano.

Arriva l’Alcalde, che è d’accordo con Peron Pompon di incontrare due Pomponeros nella taverna per istruirli circa il colpo al postiglione dell’oro in viaggio per Saltillo; ordina da bere e poi chiede con discrezione a Pepe se sapesse niente dell’arrivo di alcune facce nuove (i Pomponeros).

Ovviamente Pepe, che è all’oscuro delle trame dell’Alcalde, indica proprio i due Mariachi che, prontamente, Don Carlos scambia per due spietati Pomponeros travestiti da musicisti inviati da Peron, pronti ad accordarsi con lui circa il luogo e l’ora dell’attacco al postiglione.    

Dopo un primo scambio di battute l’Alcalde si fa coraggio e accenna al “lavoretto” che dovranno portare a termine i due uomini che crede briganti; i due fratelli Ramon, fraintendono, invece si riferiscono al loro prossimo concerto creando un’inevitabile giro di fraintendimenti. l’Alcalde comunica l’ora e il luogo dell’attacco al postiglione parlando sempre di “concerto”  al posto di “attacco”  “suonare gli strumenti” al posto di “sparatoria” ecc..

I due Mariachi si convincono che il loro concerto si terrà in mezzo alla selva  del Paso Doble a mezzogiorno;  vanno a prepararsi mentre l’alcalde resta alla cantina di Pepe a finire la cerveza pregustandosi il bottino.

Arrivano il Sergente Garcia e il Caporale Gonzales per bere qualcosa  “Catturate quel delinquente di Zorro”, ordina loro l’Alcalde e li segue fuori dalla cantina.

Arrivano Don Diego de la Vega e Bernardo; poco dopo tornano Garcia e Gonzales e chiedono informazione circa i due peones (i fratelli Ramon) usciti mentre loro entravano la prima volta e mentre Pepe racconta l’accaduto, Don Diego ascolta e comincia ad avere  dei sospetti!I due soldati bevono la loro birra e se ne vanno temendo d’essere scoperti ancora lì dall’alcalde.

Dopo pochi istanti entrano Peron Pompon con i suoi Pomponeros Paco e Cico; vogliono festeggiare con le ragazze ma loro non ci stanno e allora Peron cerca con la forza di avere la meglio.

Don Diego e Bernardo si frappongono tra i bandidos e le muchache e dopo qualche minaccia arriva l’alcalde, che sorpreso di vedere li i terribili banditi finge di voler combattere da solo contro di loro e invita tutti quanto a uscire dalla cantina di Pepe; escono tutti tranne Bernardo che si nasconde sotto un tavolo.

Inscenando una furibonda lotta a beneficio di chi da fuori sta ascoltando, l’alcalde capisce di aver fatto uno sbaglio e di aver indirizzato all’oro sulla strada di Saltillo altri due individui che crede comunque banditi.

Peron allora parte subito per la stessa destinazione sperando di riuscire ad intercettare il postiglione prima dei due sconosciuti.

Rientrano tutti a soccorrere l’Alcalde fintamente ferito ma Don Diego sospetta qualcosa: quel sangue ha un forte “odor de paprika!” Bernardo racconta a Don Diego  tutto quello che ha sentito, Don Diego decide che è ora di entrare in azione dicendo a tutti che è stanco, che le emozioni della giornata lo hanno scombussolato un po’ e che sarebbe andato a fare un riposino e, insieme a Bernardo, esce per prepararsi all’azione.


 

Capitolo 2

(Paso Doble – ripresa video)

E’ mezzogiorno, il postiglione Ramirez, a bordo della sua diligenza carica d’oro, guardingo, percorre la strada del Paso Doble finchè giunge a un bivio dove le indicazioni sono incongruenti (per Saltillo a dx – per Saltillo a sx – per Saltillo in alto. Per Saltillo in basso).

Dal nulla escono I Pomponeros e Peron che intimano al postiglione di arrendersi.

Il Postiglione, riconosciuto Peron Pompon e i suoi accoliti scappa veloce come il vento.

Dal nulla se ne escono anche i due Mariachi che cominciano a cantare in compagnia dei due Pomponeros.

Subito però Peron Pompon minaccia di morte i due Mariachi che se la danno a gambe.

All’ improvviso arriva Zorro che per salvare il carico d’oro ingaggia un feroce duello con Peron Pompon e i Pomponeros.

Zorro, con l’aiuto di Bernardo, batte tutti sventando la rapina; insieme al suo servitore parte sul carro del postiglione diretto alla filiale del “Banco popolar de Asolos y Monterrey”.


 

Capitolo 3

((interno cantina – live action)

Pepe è agitato: i musicisti non sono ancora arrivati e lo spettacolo deve cominciare. Le sue due figlie si propongono di sostituire i Mariachi assenti.

L’Alcalde entra nella cantina fremendo nell’attesa di notizie da Saltillo; all’improvviso entra Ramirez de la Siega, il postiglione tutti agitato e affannato dalla lunga corsa nel deserto. L’alcalde chiede spiegazioni e dal resoconto di Ramirez capisce che tutto è andato bene alla Piana  del Paso Doble.

Don Alejandro de la Vega, padre di Don Diego, entra nella cantina chiedendo notizie di suo figlio a Bernardo che nel frattempo è arrivato alla cantina.

Fernanda e Miranda danno inizio allo spettacolo cantando loro stesse una canzone; mentre cantano ecco entrare anche il sergente Garcia e il caporale Gonzales, che, rapiti dall’avvenenza delle due cantanti sul palchetto della cantina, non si accorgono della presenza dell’alcalde.

Finito il concerto l’alcalde si palesa ai due soldati chiedendo loro dove si trova Zorro che, entrando di sorpresa nel locale esclama: Achì!; ha portato con se Peron Pompon e i Pomponeros Paco e Cico legati come salami; Zorro svela a tutti le trame dell’alcalde e mentre Garcia e Gonzales portano i tre bandidos in prigione, ingaggia con lui un furibondo duello che culmina quando Zorro segna i pantaloni dell’alcalde  con la famosa “ŜETA DI ŜORO”.

L’alcalde viene arrestato dai suoi stessi soldati, prima però, la maestra Manola, dopo aver dato uno scuffiotto a Zorro facendogli cadere il cappello gli impone di correggere la “Ŝ” e di scrivere bene la “Z” come si conviene; Zorro esegue diligentemente l’esercizio sotto lo sguardo compiaciuto della maestra (E’ un bravo ragazzo ma potrebbe fare di più!) e del padre Don Alejandro (Se colo studiasse ogni tanto!).

Finalmente Zorro decide di sistemarsi e appendere las maschera al chiodo dato che ormai, grazie a lui, Monterrey è diventata un’isola felice: sorpresa! Zorro è anche Don Diego de la Vega l’odiato damerino che Miranda non sopporta.

Deluse dalla dura realtà le due sorelle decidono seduta stante di unirsi con i due Mariachi festeggiando allegramente e lasciando Zorro/Don Diego con le pive nel sacco.   

FINE

 

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