|
TESTO DELLA PRIMA VERSIONE La Bella Addormentata ALLA FINE DEL TESTO POTRAI ACCEDERE ALLA VERSIONE DEFINITIVA |
|
LA BELLA ADDORMENTATA Prima versione TESTO DI ANNA MARIA ARTUSATOPERSONAGGIREGINA CLELIA DI SVAMPITONIARE STEFANO DI SVAMPITONIAAURORA – MARYLOU DI SVAMPITONIAFATA FLORAFATA FAUNAFATA SERENAFATA LETIZIAMAGGIORDOMO ARTUROCAMERIERA BEPPABONGO CONGOBANGO CONGOBENGO CONGOBINGO CONGOSTREGA MALEFICAORCO CANORCO LORCOORCO FORCORE ORESTE DI BAUCONIAREGINA OFELIA DI BAUCONIAPRINCIPE EUGENIO DI BAUCONIAMINISTRO REGINALDO BATTIFACCIADAMA IRINA TIRAMISU’GENERALE GUIDOBALDO VON ATTACCHENDAMA TATIANA TETACOSIR BOBBY POSALOSSODAMA VISALBERTA DODIPETTODOMENICO BRUSTOLON “MENEGO”GIOVANNI SBRISSA “NANE”VOCE NARRANTETECNICI: ROBERTO MION E ROBERTO DONADI TRUCCO: DONATA MION COSTUMI: ANNA GASPARINI REGIA: PAOLO MASSONE
I° ATTO (E’ il giorno precedente festa di presentazione principessina Aurora alla corte di Svampitonia. La cameriera Beppa, spolverando qua e là col piumino, canterella)
(Escono la Beppa e Arturo - Entrano re Stefano di Svampitonia e re Oreste di Baucconia)
(Il mattino seguente, la cameriera Beppa e il Maggiordomo Arturo preparano la tavola per la prima colazione dei sovrani – la Beppa sposta la sedia regale – escono i due ed entra re Stefano)
(Entra la regina Clelia)
17. VOCE NARRANTE: Eh si, quello era un giorno davvero eccezionale!…Fin dalle prime luci dell’alba il popolo di Svampitonia aveva cominciato a radunarsi sotto le finestre del castello, impaziente di vedere la principessina… Alla festa di presentazione erano stati invitati i più illustri cortigiani, i futuri con suoceri, re Oreste e Regina Ofelia, sovrani di Bauconia, con il figlioletto Eugenio, promesso sposo di Aurora, e le potenti fate del regno, tutte tranne la perfida Malefica, che, più che una fata, era una vera e propria strega;… imponenti le misure di sicurezza adottate: gli armigeri avevano il compito di sorvegliare attentamente, affinché nulla e nessuno potesse turbare i festeggiamenti. (Entrano in scena i 4 armigeri neri, vestiti da cavalieri medievali e con arco e frecce – cantano) 18. ARMIGERI: Bongo Bongo Bongo, stare bene solo al Congo, io voler andar lì! Bingo Bango Bengo, noi volere andare al Congo, perché mai ancora qui? No, buono grandi dame, cortigiane, roba da re. Noi vuole andare la, ma rimanere qua! Oooh Bongo Bongo Bongo, stare bene solo al Congo…… (la voce muore e i 4 escono) 19. RE STEFANO: Clelia, ripassiamo l’elenco dei doveri, a scanso di brutte figure. Qui si gioca il destino di nostra figlia! 20. REGINA CLELIA: Poveretta… appena nata e già condannata… pardon… volevo dire … maritata!… bè, io ho già preso accordi con la Beppa, con Arturo, con i musicanti… per la sorveglianza… 21. RE STEFANO: Non ti preoccupare, a quella ho pensato io! I nostri armigeri sono più feroci dei leoni della savana… da otto giorni li tengo a digiuno!…Dunque la situazione è sotto controllo! vadano perciò in onda i festeggiamenti! (Entrano gli armigeri e si dispongono 2 a destra e 2 a sinistra del palco)22. RE STEFANO (rivolto al capo degli armigeri): Voglio un armigero li, uno la, uno li, un altro la, uno qui, uno qua , un altro la e uno lì!23. BONGO CONGO (conta sulle dita otto postazioni – è perplesso – poi rassegnato indica ai suoi sottoposti): Tu, li e la; tu invece la e li; tu invece stare qui e qua;… io stare quà e qui e sperare di riuscire a farcela.(Entrano la Beppa, tutta infiocchettata e sistema dei bicchieri sul tavolo – entra Arturo)24. ARTURO: Le serenissime altezze reali di Bauconia con il principino Eugenio (i due prendono posto accanto a Clelia e Oreste, il piccolo Eugenio gioca per terra con le macchinine e i soldatini facendo un fracasso infernale) 25. ARTURO(guarda di traverso il Principino che gioca rumorosamente): Il primo ministro Reginaldo Battifaccia con la consorte Irina Tiramisù… 26. MINISTRO REGINALDO: Auguro felicità alla principessina e prosperità ai regni di Svampitionia e Bauconia… sperando che l’alleanza non aumenti il mio lavoro. 27. IRINA TIRAMISU’: Oh che bella piccina… che emozione… Reginaldo tirami su che casco!… 28. ARTURO (cerca di mollare un calcio al principino casinista): Il capo dell’esercito, generale Guidobaldo von Attacchen, con la consorte supergeneralessa Tatiana Tetaco… 29. GENERALE GUIDOBALDO: Vostre altezze, devo attaccare il nemico? 30. TATIANA TETACO: Ma quale nemico?!! Sei impazzito? Tasi o te taco sul muro come un Van Gogh! 31. ARTURO (ritenta di calciare il principino che rapidamente schiva): La prima dama di corte, la contessa Visalberta Dodipetto con il consorte Sir Bobby Posalosso. 32. VISALBERTA DODIPETTO: Mi congratulo con le vostre altezze, in alto i cuori (lancia un acuto poi si volge verso la bambina) Com’è bella…. E com’è addormentata…(si sente russare – tutti si volgono verso la culla – poi si accorgono che a russare è il re) 33. SIR BOBBY POSALOSSO: Uauh…uauh… (tirando su la testa e allungando il collo) Vostre Maestà! 34. ARTURO: I due rappresentanti del popolo: Domenico Brustolon detto “Menego” e Giovanni Sbrissa detto “Nane”. 35. MENEGO: Siamo venuti a nome dei popolani de Svampitonia a rendar omagio aea principesina eco, (volgendosi verso il compagno) ciò Nane, cossa gaea nome? 36. NANE: Ostrega, mi no me ricordo ben… me par “Alba” 37. MENEGO: Ha eco, aea principesa Alba! 38. REGINA CLOTILDE: Aurora,…. buon uomo! 39. MENEGO: Ha va ben isteso, Alba o Aurora ghe xe poca difarensa… 40. NANE: E gavemo portà na fiasca de clinton doc pal brindisi! 41. REGINA OFELIA: Che disgusto!… Che zotici!… un solo pregio ha il popolo: quello di pagare le tasse! 42. NANE: Eeeeeh, ma quanta spussa soto el naso! 43. ARTURO: Ed ecco che fanno il loro maestoso ingresso le fate! (e finalmente assesta un calcio al principino che se ne va immusonito dai genitori) 44. SIR BOBBY POSALOSSO: Uauh… uauh…(di apprezzamento) 45. VISALBERTA DODIPETTO: Piantala Bobby! Non facciamo la solita figura da cani! 46. ARTURO: Fata Flora… fata Fauna… Fata Serena … Fata Letizia. Ora siamo al completo e possiamo dare inizio alla festa! 47. FATA FLORA: Un momento brava gente… Noi no siamo qui per niente!… Prima offriamo i nostri doni… di sicuro belli e buoni!… Penserete poi alla festa…Con il nostro re in testa!…(rivolgendosi ad Aurora) Piccola Aurora, bella sei tu… io ti dono saggezza e virtu’!… Tu non lo sai, ma la saggezza… è di sicuro interiore bellezza!… E con la virtù, che insieme ti dono… non dovrai mai richieder perdono!… 48. FATA FAUNA: Ed io, piccina, ti dono bontà… perché è una cosa che dà felicità!… A nulla valgon saggezza e virtù… se dentro nel cuore bontà non hai tu!… Un animo mite, bendisposto nel cuore… farà di te una regina migliore! 49. FATA SERENA: Loro t’han fatto doni importanti… son fate serie e intelligenti!… Il mio è un dono assai più leggero… non meno prezioso e molto sincero!.... Ti regalo la bellezza… sta bene insieme a virtù e saggezza!… Il popolo, vedendoti, pagherà certo le tasse… sia quelle alte sia quelle basse!… Sarai quindi saggia, virtuosa e buona… e grazie a me sarai anche Bbona!… Irrompe come un ciclone Malefica , il re e la regina si alzano dal trono sbigottiti gli invitati restano di sasso gli armigeri cercano di trattenere la strega. 50. BONGO CONGO: Tu non chiamata da maggiordomo Arturo… tu non avere nostro passi… tu tornare in buco da dove uscita… brutta fattucchiera nera! 51. MALEFICA (rivolta agli armigeri): Fatevi da parte, ribaldi, se non volete che con la bacchetta vi trasformi in sozzi maiali! 52. BANGO CONGO: Tu essere Maga Circe? 53. MALEFICA: No, io sono Malefica, la più potente delle fate, che le gentili altezze, re Stefano e Regina Clelia, non hanno invitato alla festa. Ma io mi sono autoinvitata e ho anche un bel dono da offrire alla principessa! 54. BENGO CONGO: Tu lasciare qui tuo dono e poi smammare… troppo brutta per festa! 55. BINGO CONGO: Tu somigliare stregone nostra tribù quando essere incazzato nero perché magia no riuscire! 56. MALEFICA: Ma i miei sortilegi riescono sempre! Toglietevi dai piedi, armigeri dei miei stivali! 57. RE STEFANO: Clelia, eri tu responsabile degli inviti… 58. REGINA CLELIA: Eh già, perché tu non avevi tempo, vero? Troppi impegni: la caccia, i tornei, gli scacchi e la dama (dà un’occhiata alla contessa Dodipetto che si schernisce). 59. RE STEFANO: Senti chi parla! Passi ore davanti allo specchio! 60. REGINA CLELIA (rivolta a re Stefano e a bassa voce): A dir la verità , mi era venuta in mente quella specie di arpia, ma temevo che spaventasse la bambina con quell’aspetto da rapace notturno… 61. RE STEFANO (rivolto alla regina Clelia e a bassa voce): Timori più che fondati… e ora, che si fa? (rivolto a Malefica) Ci scusi, eccellenza, è stata un’imperdonabile dimenticanza ma siamo tutti ben lieti di averla tra noi, non è vero? 62. INVITATI: Eeeeh!… Siiiiii! 63. MALEFICA: Scusare? Che parola è questa? Non la conosco! Son contenta di avervi guastato la festa e vi guasterò anche quella delle nozze. (Malefica con gesti misurati pronuncia il maleficio) 64. MALEFICA: Al compimento del diciottesimo anno, alla cara Aurora capiterà un malanno: punta dall’ago di un’arcolaio banale, concluderà la sua vita mortale. Il caro Eugenio in braghe di tela resterà! E la mia vendetta alfin si compirà! Ah, ah, ah … (esce sghignazzando) La regina piange tra le braccia del re, gli invitati fanno gesti di disperazione. 65. FATA LETIZIA: Non abbandonatevi alla disperazione… non ho compiuto la mia buona azione!… Non ho il potere di annullare la fattura… ma posso di certo farla meno dura!… Se dovesse andare ad effetto… trasformerò la sua bara in un letto!… il maleficio io posso mitigare:… meglio tacere e subito agire!.. (con fare magico) Non la morte sortirà il maleficio… in dolce sonno lo trasforma il mio officio!… Tra le braccia di Morfeo cadrà… e la damina risvegliata sarà!… sarà il bacio di un grande amore… di chi la ama dal profondo del cuore!… 66. ARTURO: Da svampiti ad addormentati… bel passo avanti! 67. FATA LETIZIA: Solo il bacio di un giovane innamorato… potrà spezzare l’incantesimo affibbiato!… e questo è tutto quel che posso fare! e purtroppo non ho altro da dire! 68. RE STEFANO: Signori, me ne duole, ma… date le circostanze… vi prego di lasciare il castello. La festa tanto sognata si è risolta in un totale disastro… (piange) (Escono tutti tranne le fate) 69. FATA FLORA: Non piangete maestà… ho un’idea in verità!… Noi abbiamo una casa nel bosco… posto sicuro protetto e nascosto… dove potremmo proteggere Aurora… finchè, diciottenne, diverrà una signora … 70. FATA FAUNA: È segretissima vostra maestà… e nessuno di certo saprà… che noi fate e la principessina… avremo dimora nella casina!… 71. FATA SERENA: Che ne dite maestà?… Accettate l’offerta che noi vi si fà?… 72. REGINA CLELIA: Mi si spezza il cuore, ma la vostra proposta mi pare l’unica via di scampo per la mia bambina. Qui al castello sarebbe troppo esposta! 73. FATA LETIZIA (prendendo Aurora): Allora arrivederci fra diciott’anni… (le fate escono, mentre la regina Clelia piange e re Stefano allarga le braccia in segno di sconforto e di impotenza) Vi auguriamo di non aver malanni… FINE I° ATTO
** Intermezzo 1
74. VOCE NARRANTE: Re Stefano aveva subito ordinato di bruciare tutti gli arcolai de regno, con gran disappunto del settore tessile che inutilmente era ricorso al sindacato. Il falò durò giorni e giorni, notti e notti e per eccesso di zelo vennero bruciati anche archi, archibugi, architravi, archivi, architetti e persino un’arco…baleno. L’unico scienziato del regno, Archimede di Svampitonia, fu ribattezzato “Ganimede” e per l’umiliazione rinunciò alle invenzioni. Nel frattempo le fate, attraverso sentieri imbattuti, erano giunte con Aurora alla casetta nel bosco. Per precauzione avevano deciso di chiamare la piccina col nome di Marylou e di farsi passare per sue zie. Trascorsero diciotto anni nella più assoluta tranquillità. Aurora, anzi Marylou, viveva in allegria con le zie un pò matte ed era diventata molto bella. Le piaceva girovagare per il bosco alla ricerca di frutti, bacche e fiori selvatici. Il giorno precedente il suo diciottesimo compleanno, approfittando di una di queste uscite - ultimamente frequenti e prolungate - le fate decisero di organizzare una festa prima del ritorno di Aurora al castello. Non sapevano che la ragazza aveva conosciuto nel bosco un giovane guardiacaccia di nome Eugenio, e non immaginavano che qualcosa di sinistro stava per accadere… Fine intermezzo 1
**
(Marylou attende con ansia l’arrivo del giovane guardiacaccia) 75. MARYLOU: Eccolo che arriva! (Entra il guardiacaccia) 76. EUGENIO: Eccomi finalmente, come sono felice! 77. MARYLOU: Anch’io tesoro sono felice! Oggi racconterò di noi due alle mie zie e sono sicura che faranno i salti dalla gioia! Infondo ormai sono diventata una donna e domani sarò maggiorenne e potrò decidere della mia vita! 78. EUGENIO: Che meraviglia amore mio! Vedrai che belle sorprese ti riserverà il futuro; avremo una casetta (rivolto verso il pubblico) una casetta…un castello! (rivolto verso Marylou) un cavallo(rivolto verso il pubblico) una cavallo…una scuderia intera! (rivolto verso Marylou) e tutta una vita davanti (rivolto verso il pubblico) serate mondane, feste, pranzi, spettacoli (rivolto verso Marylou che ovviamente non sa cosa le aspetta), avremo tanti figli che illumineranno le nostre giornate. 79. MARYLOU: Che bello Eugenio, non vedo l’ora, quando ci sposiamo? 80. EUGENIO: presto Marylou, molto presto. (Si sente vociare fuori dalla porta) 81. MARYLOU: Cavolo le zie sono tornate dal supermercato, è meglio che tu te ne vada, non voglio che ti trovino qui, potrebbero pensare che tu sia solo un mascalzone che approfittando della loro assenza…. 82. EUGENIO: Non temere Marylou, ho capito, d’alto canto è meglio preparare le ziette alla realtà che le attende, anche se loro continuano a pensare che tu sia una bambina. 83. MARYLOU: Vai, corri come il vento. Ci vediamo stasera al fiume nel bosco di eucalipto dove progetteremo il nostro futuro guardando le stelle in riflesse nell’acqua. 84. EUGENIO: Sei un’inguaribile romantica; scappo ci si vede dopo allora. (Eugenio esce – pochi istanti dopo entrano le fate) 85. MARYLOU (timidamente): Ciao ziette come va? 86. FATA FAUNA: Come credi debba andare… c’ho la spesa da portare!… 87. MARYLOU: Come mai tutta questa roba? 88. FATA FLORA: Piccola mia, non ti preoccupare… tutto ciò non ti deve interessare!… Potresti trovare bacche funghi e frutti… quelli che c’era li ho mangiati tutti!… 89. MARYLOU: ho capito volete che esca. (Aurora esce) 90. FATA LETIZIA: Che abbia capito la nostra tresca? 91. FATA SERENA (circospetta): Care sorelle, è giunta l’ora… di separarci dalla giovane Aurora!… da domani il nome Marylou… è un nome che non useremo più!… sarà una giornata assai delicata… poiché la ragazza sarà liberata!… dal sortilegio che la tiene prigioniera… resister dovremo fino a stasera!… Malefica di certo perderà la testa… è giusto quindi che si faccia festa!… 92. FATA FLORA: Eh già, un sol giorno, un sol giorno ancora… poi Merylou tornerà ad esser Aurora!… La ricondurremo a Svampitonia… e ci sarà una bella cerimonia!…Ci toglieremo la responsabilità… di mantenerne l’incolumità!… 93. FATA FAUNA: Chissà la sorpresa di Marylou… quando le sue origini le svelerai tu!… 94. FATA LETIZIA: Ragazze, mi sento così emozionata… come il giorno in cui Merlino m’ha baciata!… rivelò per me tutto il suo amore e poi… 95. FATA SERENA: E poi se la squagliò rompendoti il cuore!… Dai, ragazze, diamoci da fare… Io ho talento artistico voglio colorare!… penserò io agli addobbi per la festa... datemi il pacco che è arrivato per posta!… 96. FATA LETIZIA: Io preparerò una sfiziosa pizza… chi tra i voi il fuoco riattizza?… (Canta sull’aria di Gian Burrasca) 97. FATA LETIZIA: Viva la mega pizza col po po-po po-po po-pomodoro viva la super pizza che è un ca po-po po-po po-polavoro viva la pi-zza pazza-za prosciutto e carciofin! 98. FATA FAUNA: Io le cucirò un vestitino colorato… tutto svolazzante e infiocchettato!… e se avrò un po di fortuna…. sarà intessuto di sole e di luna! 99. FATA FLORA: Io penserò a fare la torta… ne grande, ne piccola, ne lunga ne corta!… Su sbrighiamoci, diamoci da fare… prima che Marylou pensi di tornare! 100. FATA LETIZIA: Per far la pizza la farina devo usare… fata Serena, me la puoi passare? (Serena le infarina la faccia) 101. FATA LETIZIA: Dannazione, che combini?… non lo vedi che m’infarini!… 102. FATA SERENA: Che sbadata! Che sbadata… Che sbadata che son stata!.. dove mai avrò messo i festoni? Forse in soffitta… nei cassettoni! 103. FATA FLORA: Hum! Che torta posso fare?… meglio forse le ricette consultare… torta di mele… torta nunziale… torta di addio… crostata dello zio…. torta in faccia… gran focaccia…torta del tiranno torta di compleanno… ecco, questa qui va bene… sembra facile, mi conviene! Ma mi serve la tortiera… ne ho vista una l’altra sera!…. Fauna hai visto dov’è finita?… 104. FATA FAUNA (porgendo un paiolo da polenta): Eccolo qui, ma sei stranita?… 105. FATA FLORA: Ma è un paiolo da polenta!… 106. FATA FAUNA: Eh ma via, non sei mai contenta!…dai, non far la schizzinosa…piuttosto, passami il filo rosa,… tu che rammendi sempre le calze e delle tende ricami le balze! (Fata Flora le passa un gomitolo di spago) 107. FATA FAUNA: Ma… ma che roba è mai questa?… 108. FATA FLORA: E’ l’unico filo che ci resta!… 109. FATA FLORA (chiama fata Serena): Serena siedi qui e sbatti le uova… che ho inventato una crema nuova!… (Fata Serena si siede e sbatte) 110. FATA FLORA (pronuncia un’incantesimo per avere una pentola): Giù dal cielo scenda lentamente… una padella antiaderente!… (Scende una padella che colpisce sulla testa fata Serena “TONF”che per un paio di secondi continua a sbattere le uova – tutte le fate, sentito il tonfo si voltano verso fata Serena che si ferma, guarda il pubblico, fa un sorriso stranito e sviene) 111. FATA FLORA: Che disdetta, che sventura… credevo avesse la testa più dura!… 112. FATA FAUNA: Testa dura un fico vecchio… Letizia presto dammi un secchio! 113. FATA FLORA: Che vuoi fare, sconsiderata? 114. FATA FAUNA: Voglio svegliarla con una lavata! 115. FATA LETIZIA: Lasciala stare, non vedi come dorme? (Fata Serena russa rumorosamente) 116. FATA FAUNA: non lo sopporto, è un rumore enorme! 117. FATA LETIZIA: Vuoi che la svegli facendo un bel botto! ( dal cielo scende un candelotto di dinamite) 118. FATA FAUNA: E se invece ti dessi un cazzotto? (Fata Serena russa rumorosamente) 119. FATA FAUNA: E’ insopportabile questo rumore! 120. FATA LETIZIA: Guardatela, dorme dal profondo del cuore! 121. FATA FLORA: Facciamo qualcosa, bisogna svegliarla! 122. FATA FAUNA (rivolta verso il pubblico): Sentite questa, è sempre che parla! (Fata Flora si gira indispettita) 123. FATA LETIZIA: Io ripropongo di svegliarla col botto… avrei già pronto un candelotto!… (riappare il candelotto di dinamite) 124. FATA FAUNA: Se lo tocchi ti tiro un cazzotto! 125. FATA SERENA (risvegliandosi): Ma… cos’è questa confusione… è gia pronta la colazione (si stiracchia) 126. FATA FLORA (rivolta verso il pubblico): questa è andata in vacanza a Biella! (poi si rivolge a fata Serena) non ti ricordi della padella? 127. FATA SERENA: Che padella devo ricordare? 128. LE FATE IN CORO: Lascia perdere e torna a lavorare. (Poco dopo entra Marylou, volteggiando come una farfalla e canterellando una canzone d’amore. Poi si guarda intorno) 129. MARYLOU: Oh, care zie, cos’è tutto questo fermento? 130. FATA FLORA: Ehm… ormai di dirtelo giunto il momento!…E’ una sorpresa per il tuo compleanno… ecco già, si, mi son tolta un affanno. 131. MARYLOU: Grazie, grazie, care zie! Bè… anch’io ho una grande sorpresa per voi: mi sono innamorata di un giovane guardiacaccia che più volte ho incontrato nel bosco mentre raccoglievo le bacche, si chiama Eugenio… è bello, gentile, romantico. Col vostro permesso, me lo voglio sposare. (Durante il discorso, le fate si sono messe le mani nei capelli, sono rimaste a bocca aperta, si sono sostenute a vicenda ) 132. FATA SERENA: Un altro Eugenio… oh che destino atroce! 133. FATA LETIZIA: Mia cara ragazza non è un pò precoce?… Questo matrimonio non si può fare! E’ un’infatuazione non è vero amare!… anch’io credevo di amare Merlino, e al matrimonio d’esser vicino… quando poi dall’altare fui a un passo… fu allora che… 134. FATA FLORA: Fosti piantata in asso!… Marylou, dimentica il giovin che hai trovato… perché le sorprese che t’abbiamo preparato…son solo un preludio a quella finale… quella che forse ti farà un po’ male:…tu sei la principessina Aurora…. Non ti basta? Ne vuoi ancora…? (Aurora fa cenno di si con la testa) Dei sovrani di Svampitonia sei la bella figlioletta…l’hai scoperto un giorno prima, poverina, che disdetta!… Noi non siamo tue parenti… ma siam fate di grandi intenti!…con tanto amore e sacrificio t’abbiam protetta da un maleficio… 135. FATA FAUNA: A un principe tu sei già promessa sposa… e la chiesa e già colma di fiori rosa… con Eugenio di Bauconia ti mariterai …e il guardiacaccia dimenticare dovrai! 136. MARYLOU: E solo ora conosco la verità! Sono disperata, non voglio rinunciare all’amore per i doveri della corona. (Piange a dirotto) 137. FATA SERENA: La situazione sta precipitando!…le decisioni a voi rimando!… 138. FATA LETIZIA: Non ci resta che anticipare i tempi… son così nervosa che mi vengono i crampi!… Bisogna evitarle incontri ulteriori…. torniamo al castello, meglio dentro che fuori. 139. MARYLOU: Addio sogni d’amore! Addio dolci speranze! Ma morirò zitella piuttosto che maritata ad un uomo che non amo! (Escono di scena) FINE II° ATTO
** Intermezzo 2
140. VOCE NARRANTE: Intanto la strega Malefica, chiusa nel suo tetro castello, non si dava pace. Era furiosa: dopo diciotto anni di ricerche i suoi orchi non erano riusciti a scovare Aurora. Mentre infuriava un violento temporale, approfittando di una congiunzione astrale, decise di consultare per l’ennesima volta la sfera di cristallo e i magici tarocchi: quelli nuovi, perché i vecchi erano taroccati. E questa volta vide… vide la casa nel bosco, quelle 4 faccendone di fate sue colleghe, i preparativi per la partenza verso Svampitonia… (Malefica appare davanti al sipario) 141. MALEFICA: Bene, bene, bene! La partita non è ancora perduta! Orco Forco! Orco Lorco! (arrivano gli orchi) 142. MALEFICA: Suvvia affrettatevi, correte a Svampitonia e impedite a tutti i costi che la principessa Aurora venga da uno degli Eugeni che colleziona! Al resto penserò io! 143. ORCO FORCO: Lorco dove hai messo gli stivali delle 7 leghe? 144. ORCO LORCO: non ti ricordi… ce li ha fregati Pollicino! 145. ORCO CAN: Accidenti… dovremo andare al piedi, e la panza “intriga” 146. MALEFICA: Siete ancora qui, cialtroni? Badate che vi licenzio! O vi riduco lo stipendio. (Escono tutti)
** III° ATTO
(Al castello re Stefano e regina Clelia attendono ansiosi di incontrare la loro amata figlioletta)147. REGINA CLELIA: Finalmente potremo riabbracciare la nostra Aurora. Chissà come sarà! Speriamo che sia bella!148. RE STEFANO: Le figlie prendono dal padre, quindi sulla bellezza non ci sono dubbi! 149. REGINA CLELIA: Senti l’Adone, e sarà anche intelligente? Se le figlie prendono tutto dal padre, siamo a posto! 150. RE STEFANO: Ecco Einstain che parla! Sarà invece contenta dello sposo che le abbiamo scelto? Questo è importante per i nostri futuri rapporti con Bauconia! 151. REGINA CLELIA: Bè, Eugenio è un buon partito e, ciò che non guasta, è anche un bel pezzo di giovanotto! (Entra Aurora con le fate) 152. AURORA: Mamma! (abbraccia la regina)… Papà! (abbraccia il re). 153. REGINA CLELIA: Finalmente a casa, tesoro! 154. RE STEFANO: Sei uno splendore, sorpassi tutte le nostre aspettative! 155. FATA LETIZIA: Noi abbiamo assolto il nostro lavoro…eccovi innanzi il vostro tesoro! Ci fermeremo per i festeggiamenti… e poi torneremo ai nostri appartamenti. (Escono) 156. VOCE NARRANTE: Aurora raccontò ai genitori la sua vita nel bosco, tralasciando l’”irrilevante” particolare degli incontri con il guardiacaccia. I sovrani le raccontarono del maleficio, dell’intervento delle fate, delle loro ansie per non sapere dove fosse. Poi accennarono al futuro sposo e a questo punto Aurora si rabbuiò. Le chiesero se per caso il suo cuore fosse già preso altrove e qui la ragazza, detto sinceramente, mentì spudoratamente. Nessuno in quel felice momento immaginava il pericolo incombente: la perfida Malefica, travestita da vecchia cortigiana si era introdotta nel castello ed era pronta ad entrare in azione. 157. REGINA CLELIA: E’ tardi, e poi le emozioni di questa giornata mi hanno sfinito! 158. RE STEFANO: Si, andiamo a dormire, domani avremo ospiti a valanghe! 159. AURORA: Io sono troppo eccitata per andarmi a coricare! Voglio esplorare il castello, conoscere la mia nuova casa. (Escono i sovrani ed entra la vecchia cortigiana con un arcolaio; Aurora è incuriosita) 160. AURORA: Buona donna, cos’è questo arnese? 161. MALEFICA: E’ un arcolaio carina e serve a fIlare meravigliosi fili per poi realizzare tessuti e trame stupende. Provalo e vedrai! ( Aurora prova ad usarlo, si punge) 162. AURORA: Ahi! (Cade a terra addormentata) 163. MALEFICA: Adesso i conti tornano! Alla festa Malefica non fu invitata, ma ora la bella è addormentata. Un sonno profondo dormirà e nessuno svegliarla potrà! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! (Esce) 164. VOCE NARRANTE: E così, proprio quando le peripezie sembravano concluse, si era daccapo. Vi lascio immaginare lo sbigottimento del giorno dopo, anzi mi metto da parte perché lo vediate con i vostri occhi. (Entra la Beppa) 165. BEPPA: Finalmente dopo diciotto anni si fa festa a Svampitonia (si gira e vede Aurora stesa)…Ma…ma…come può essere… oh sciagura… oh disdetta… aaaaah (urlo) (Entra Arturo) 166. ARTURO: Cosa c’è? Cosa succede? 167. BEPPA: Aurora… la principessa… guarda là! 168. ARTURO: E porca la Peppa! 169. BEPPA: La Beppa?! 170. ARTURO: La Peppa (si china su Aurora)…Ma… è morta! Aaaaah (urlo)… Bango Congo! …Bango Congo! 171. BANGO CONGO: Tu vedere fantasma Arturo? 172. ARTURO: Altro che fantasma! La principessa è morta! Hai visto entrare qualcuno nel castello? 173. BANGO CONGO: Io forse un poco addormentato… sognare mia africa lontana! (si mette ad urlare) Bengo Congo ! Bengo Congo! 174. BENGO CONGO: Tu morso da tarantola, Bango? Io svegliato di soprassalto! 175. BANGO CONGO: Quando io dormire, tu dovere vegliare! 176. BENGO CONGO: Castello tranquillo, tutti dormire, anche povero Bengo chiudere occhi. (si mette ad urlare) Bingo Congo! Bingo Congo! 177. BINGO CONGO: Perché gridare così? Io cadere da letto per paura! Voi tutte facce da matti! 178. BENGO CONGO: Principessa Aurora essere morta! 179. BINGO CONGO: Morta?! … Chi osare?… porte del castello tutte chiuse. (si mette ad urlare) Bongo Congo! Bongo Congo! 180. BONGO CONGO: Tutti gridare questa mattina! Essere forse nervosi? 181. BINGO CONGO: Tu guardare principessa Aurora! 182. BONGO CONGO: Come accaduto? Io più infuriato di rinoceronte, nessuno essere entrato nel castello! Mio occhio sempre aperto! Io chiamare subito padrona… regina Clelia!… regina Clelia!… 183. REGINA CLELIA: Cos’è tutto questo sconquasso? Siete tutti impazziti? Ah! La mia piccola Aurora! Oh me disgraziata, sono la più infelice delle madri! (si mette ad urlare) Stefano!… Stefano! 184. RE STEFANO: Mia cara, hai appena aperto gli occhi e già urli!… Cosa c’è? Cos’è questa adunanza? 185. CLELIA: La nostra Aurora… E’ Morta. 186. RE STEFANO: Come?… Chi?… Perché?… Quando?… (Si china sulla figlia)… non è morta… dorme… catalessi temo… qui c’è lo zampino di Malefica. Il suo presagio… la sua diabolica vendetta… solo le fate possono aiutarci! (Entrano le fate, si mettono le mani sui capelli) 187. FATA SERENA: Oh, povere noi! Per diciotto anni siamo rimaste isolate… ma siam rimaste lo stesso fregate!…Bel risultato abbiamo ottenuto! 188. FATA FLORA: L’odiosa Malefica ha avuto un’aiuto!… con i tarocchi è riuscita a fregarci! 189. FATA FAUNA: Di nera moneta vuole ripagarci! 190. FATA LETIZIA: Io propongo una drastica soluzione… addormentiamo l’intera nazione!… Tutto il reame addormentato… fino a quando il bacio dell’innamorato… sveglierà Aurora dal sonno irreale… brinderemo allora all’amore trionfale. (Le fate escono) 191. VOCE NARRANTE: E così avvenne! Cortigiane popolani si affollarono a rendere omaggio alla principessa…. E …. Ad uno ad uno…. Caddero addormentati. “Come?” direte voi; così come potete vedere. (Regina Clelia e Re Stefano seduti in trono) 192. RE STEFANO: Clelia, scusa, non ricordo bene… ma non ci siamo appena svegliati? Eppure ho un sonno! (sbadiglia) 193. REGINA CLELIA: A chi lo dici! (sbadiglia) (re e regina si addormentano testa contro testa) 194. ARTURO: Beppa hai messo il sonnifero nel caffè? Non mi reggo in piedi! 195. BEPPA: Va bene che faccio tutto io, ma il son…ni…fe… ro… poi (entrambi si accasciano) (Entrano il ministro Reginaldo Battifaccia e Irina Tiramisù) 196. MINISTRO REGINALDO: Oh povera Aurora! Ma almeno tu puoi dormire distesa, io tutto il giorno sono costretto a farlo piegato su carte e documenti! 197. IRINA TIRAMISU’: Reginaldo, non perderti in considerazioni filosofiche! Tutte queste emozioni mi stroncano… Tirami su che casco. (Entrano il generale Guidobaldo von Attacchen e Tatiana Tetaco) 198. GENERALE GUIDOBALDO: Diamine, chi ha osato far questo sfidando il mio genio militare?!! A me il nemico, ho pronto l’attacco! 199. TATIANA TETACO: Guidobaldo, attaccati al tram! (cadono addormentati) (Entrano Visalberta Dodipetto e Sir Bobby Posalosso) 200. VISALBERTA DODIPETTO: Bobby, qui siamo in balia di un incantesimo…è meglio squagliarcela (lancia un acuto che le muore in gola) 201. SIR BOBBY: Come sempre obbedisco, Visalberta! Uauh… uauh… (sempre più debole – cadono addormentati) (Entrano Menego e Nane) 202. MENEGO: Poareta varda che destin! Ma.. ciò, Nane, va ben che me go ciucià un fiasco, ma go indosso na piomba… ma na piomba… 203. NANE: Tasi, Menego! Me sento cussì fiaco… no avaria a forsa de tegnar su un bicer… che varda xe proprio el massimo de_e scarogne! (dormono) (Entrano gli armigeri) 204. BONGO CONGO: Qui tutti dormire come vecchio leone rimbambito! 205. BANGO CONGO: Sempre loro un pochino addormentati, ma ora proprio storditi come cornata di rinoceronte! 206. BENGO CONGO: Io pensare che qui essere del tutto inutili. 207. BINGO CONGO: Tu avere ragione! Noi ritornare nostra africa! 208. ARMIGERI (Cantano): Bongo Bongo Bongo, stare bene solo al Congo, io voler andar lì! Bingo Bango Bengo, noi volere andare al Congo perché mai ancora qui? No, buono grandi dame, cortigiane…(la voce si affievolisce e cadono addormentati) (A questo punto il narratore appare in scena e una nebbia grigia e misteriosa avvolge Svampitonia) 209. VOCE NARRANTE: Insomma, Svampitonia era diventata un pubblico dormitorio. Il silenziolugubre era turbato soltanto da qualche leggero rumorio… (voci che russano – Sir Bobby che guaisce sommessamente – la signora Dodipetto lancia qualche acutino) 210. VOCE NARRANTE: Malefica aveva inviato al castello i suoi fedeli orchi con il compito di vigilare affinché nessuno osasse avvicinarsi alla principessa Aurora e a rompere il sortilegio con un bacio d’amore. (Entrano gli orchi) 211. ORCO LORCO: Accidenti che corsa! Sono proprio sfinito e affamato… ucci…ucci sento odor di cristianucci! 212. ORCO FORCO: Alto là la pollastrella non si può toccare ordine di Malefica! E tutto il resto della compagnia mi pare una raccolta di mummie poco appetitosa! 213. ORCO CAN: In effetti … guarda qua (tocca e spintona qualcuno)… sembrano tutti imbalsamati! Bè diciamo che potremo finalmente goderci un lungo periodo di ferie! 214. ORCO LORCO: Vi sfido a una bella partita di Tressette o a scala quaranta col morto … di sonno! 215. ORCO FORCO: Meglio una partita a scacchi… voglio vedere se riesco a dare scacco matto al re (affibbia due sberlette a re Stefano) 216. ORCO CAN: Io propongo una caccia al tesoro, sperando che le casse dello stato non siano vuote! 217. VOCE NARRANTE: Gli abitanti del regno dormirono per giorni e giorni, settimane e settimane, mesi e mesi e gli Orchi sempre lì a fare la guardia. Dopo i primi clamori , l’oblio era sceso su Svampitonia. I paesi confinanti l’avevano dimenticata e i geografi l’avevano cancellata dalle carte. Ma… eh si, nella vita c’è sempre un ma! Il guardiacaccia Eugenio, che altri non era se non il principe di Baucconia sotto mentite spoglie,non si dava pace per la scomparsa dell’amata Marylou e la cercava disperatamente vagando di luogo in luogo.Ed ecco che un bel giorno arrivò al castello addormentato, ora avvolto da una luce spettrale e infestato da erbacce e rovi. Incuriosito e quasi attratto da una forza misteriosa, si fece largo con la spada tra la folta vegetazione ed arrivò nella sala dei dormienti… 218. EUGENIO: Marylou, mia adorata, eccoti finalmente! 219. ORCO CAN: Giovanotto, non osare un altro passo, o sei morto! Dopo mesi di Simmenthal non mi dispiacerebbe un pò di carne fresca! Allontanati subito dalla principessa. 220. EUGENIO: Principessa?!! Ma è una povera ragazza che ho conosciuto nel bosco! 221. ORCO LORCO: Sveglia, sveglia giovanotto! Qua tra svampiti e bauchi non se ne va fuori! La bella che dorme è la figlia dei sovrani di Svampitonia! 222. ORCO FORCO: torna di dove sei venuto se ti preme cara la pelle! 223. EUGENIO: Ribaldi e felloni, io vi sfido a singolar tenzone! Fatevi avanti e vi sgonfierò la pancia (inizia il duello) 224. EUGENIO ( verso un orco): Prendi questo… Marrano… Fellone… Brutto orco puzzolente! 225. ORCO FORCO: Ma ci ti credi d’essere nanerottolo insignificante! 226. EUGENIO: Taci orribile mostriciattolo…. E prova a parare questo fendente… 227. ORCO LORCO: Tutto qui quello che sai fare? 228. EUGENIO: Vile…. Puzzone… prendi questo e poi questo! 229. ORCO CAN: Vieni verso di me pulcioso damerino che ti concio per le feste! (Il duello prosegue con questo tono finchè tutti gli orchi fuggono o restano uccisi nel duello) &nb |